Far decollare la filiera italiana dell’efficienza energetica, superando le barriere di accesso al credito e la scarsa conoscenza di incentivi disponibili e risparmi conseguibili. Il tutto con un occhio di riguardo ai condomini. Questi temi sono stati al centro del convegno “Le leve per l’efficienza energetica tra finanza pubblica ed investimenti privati”, che si è svolto nei giorni scorsi a Roma alla presenza di Enrico Morando, viceministro dell’Economia e delle Finanze, Alessandro Ortis, presidente degli Stati Generali dell’Efficienza Energetica, Antonio Negri, direttore Efficienza Energetica e Energia Termica del GSE e Federico Testa, presidente dell’ENEA.

Proprio quest’ultimo ha posto l’accento sul contesto condominiale. “In Italia l’efficienza energetica può diventare una leva importante per la ripresa economica e dell’occupazione. La sfida sta nella deep renovation di condomini fortemente energivori costruiti principalmente tra gli anni ’50 e ’70, che rappresentano la maggioranza degli edifici residenziali del nostro Paese. Se interveniamo con piani di ristrutturazione profonda possiamo abbattere i consumi energetici fino al 60%”. Poi, Testa ha illustrato nel dettaglio la ricetta ipotizzata: “Per coinvolgere i nuclei familiari che non sono in grado di affrontare spese di riqualificazione energetica, la nostra proposta consiste nella creazione di un fondo pubblico al quale possa attingere l’amministratore di un condominio per sostenere le spese al posto dei singoli proprietari. Al fondo andrà il vantaggio fiscale che oggi è riconosciuto a ciascun privato, trasformando la detrazione fiscale in credito d’imposta. Il pagamento dei costi residui degli interventi di riqualificazione avverrebbe attraverso la bolletta energetica dei privati”.